25/11/14

La violenza sulle donne

Viviamo in una società che insegna alle donne a difendersi dagli uomini e non agli uomini a non violentare le donne.

Vero? Che bella frase, cazzo. Molto giusta, forte, ti scuote proprio. Sti uomini stronzi, queste merde che non hanno rispetto per le donne, che poi povere devono fare i corsi di auto difesa perché non ci si preoccupa di educare il maschio al comportamento civile, al rispetto, all'essere uomo cavaliere piuttosto che uomo macellaio... già.
Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e questa splendida citazione me la vedo in bacheca facebook accompagnata da un bel primo piano di tette spacciato come foto profilo artistica giusto per non venir denigrata dagli altri. Anzi, dalle altre.
E niente, io la odio sta frase, e mi viene da pensare che in un certo senso sono maschilista. Non perché trovo l'uomo superiore per chissà quale motivo rispetto alla donna, ma perché credo, anzi vedo, che la donna si trascina dietro un continuo senso di insicurezza rispetto al modo di vivere se stessa, soprattutto in ambito sessuale, ed è la prima quindi a colpevolizzarsi e limitarsi, a rendersi inferiore. Guardiamo al quotidiano, ai rapporti sociali che intercorrono tra noi. La donna che ruolo ha, come è vista, come si sente? 

Tiro fuori il sesso, inteso come pulsione, poiché è una delle basi del comportamento umano. E' il livello più basso che ci detta, anche e soprattutto inconsciamente, il modo di interagire con le persone, in ogni forma espressiva, anche violenta.
Rapporti quotidiani dunque, interazioni che viviamo ogni giorno. Parliamo di questo, dato che è quel che capiamo meglio. Il grado di differenza tra uomo e donna, a livello sociale, per importanza di ruoli, opportunità e semplice auto determinazione, era molto più marcato un tempo. La donna, come raccontava pure il buon cristianesimo, era una costola dell'uomo, un suo pezzo, un subordinato per genesi, e l'uomo su di essa ne aveva potere, gli era dovuto rispetto così come un amore condito di timorosa reverenza. E poi si è detto di no. E' nato dalla seconda metà del '900, tra le altre spinte rivoluzionarie e contestatrici, il movimento femminista, la cultura di massa ha rivisitato e riplasmato il pensiero, ed è finalmente sorto un riconoscimento dei diritti della donna, una rivendicazione del proprio ruolo, una messa in discussione di vecchi sistemi e modi di pensare che hanno portato finalmente a una parità riconosciuta, condivisa e insegnata. Una donna nuova, libera e in grado di mettersi in gioco proprio con le stesse opportunità prima esclusive soltanto del sesso forte.
Un ruolo che nonostante tutto non le permette, a quanto pare, di vivere serena, perché l'uomo s'impone ancora in maniera violenta e barbarica, annichilendo i diritti duramente conquistati.

Stronzate. Non voglio certo sminuire la gravità di un fenomeno come quello della violenza sulle donne, non sia mai. Sono il primo a reputare delle merde certe bestie che rovinano la vita alle proprie compagne, che deturpano volti con l'acido, che ammazzano per chissà quali assurde motivazioni. Però è indubbio che la figura della donna, così per come viene percepita a livello di massa, se ne strafreghi e ci sputi sopra a quelle lotte per la parità sessuale. E questo, per mia opinione, per colpa della donna stessa.
E' l'uomo che vede la donna come oggetto, o è forse lei che spesso e volentieri si propone come tale? E' l'uomo che dice troia a una donna che vive liberamente la propria sessualità, o è prima di tutto la donna a salire su un piedistallo e a puntare il dito gridando Quella è una troia!, solo perché incastrata nella sua visione puritana della vita?
E' l'uomo a creare un sistema socio economico fallocentrico, o è la donna a chinarsi di fronte al sistema e a succhiarlo, piuttosto che evirarlo?

Il dato comunque è che ci sono uomini che non sono uomini, e trattano le donne come nemmeno gli animali, e questi esseri fanno schifo, ed è giusto dire basta, urlarlo.
Però, care donne, l'altro dato dice che è inutile fare le femministe da tastiera una volta ogni tanto nella vita, giusto per farsi vedere, perché siete le prime a fare violenza su voi stesse, e perché in questo modo colpite ancora una volta non una singola donna, come può fare un uomo, ma tutte quante.

44 commenti:

  1. Io sono donna e sono anche MOLTO FEMMINISTA, per questo motivo sono costretta a darti ragione.
    Se vivo in un contesto in cui a parità di titolo di studi e di ruoli aziendali io sono definita “signora” e il mio collega “dottore”, se un uomo si sente libero di fischiare in mezzo alla strada (anche questa è una forma di violenza) e di tentare l’aggancio in ogni modo possibile ed immaginabile… beh…. la responsabilità non è solo dovuto a secoli di obsoleti retaggi della società patriarcale, ma anche ad una tacita connivenza delle donne con questo sistema.
    Io ritengo che ciascuna di noi abbia il diritto di indossare una minigonna con innocenza, senza sentirsi braccata. Non tutti i gesti provocanti e sexi sono attuati con malizia. Il problema è che chi è in buona fede è automaticamente associata a chi, invece, non lo è. Finché ci sono donne disposte a svendersi (e sono tante), a farsi mantenere e a fare le schiave per sudditanza morale o psicologica nei confronti dei loro uomini, la violenza continuerà ad essere socialmente legittimata.
    Anche io oggi ho visto post contro la violenza, sulla bacheca di una mia amica che prima di uscire prova le espressioni dei selfie che farà la sera e che pubblicherà su facebook, non di certo per amor proprio.
    Il passo verso la parità assoluta deve essere compiuto dalla società nella sua interezza e non da pochi/poche eletti altrimenti le cose non cambieranno mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravissima, siamo d'accordo. E mi fa piacere una femminista convinta condivida il mio pensiero. Il discorso sull'abbigliamento idealmente è giusto, però serve anche un po' di cervello. Il modo di vestire è anche una forma di comunicazione, e sarà anche vero che si dovrebbe essere liberi di indossare ciò che si vuole, ma si dovrebbe appunto usare un minimo di buon senso. Vai in discoteca, luogo ovviamente pieno di maschi arrapati, e sei più nuda che vestita? Fatti due domande su cosa la tua immagine dice, anche se magari non è quel che vuoi dire.

      Elimina
    2. Questo è relativo però. Gli uomini si sento in diritto di fare ciò che vogliono anche quando non c'è alcun ammiccamento o esagerazione da parte della donna. Proprio ieri camminavo per andare in ufficio ed uno mi ha fischiato, avevo un vestito normalissimo e cappotto scuro. Se metto su facebook una foto delle vacanze al mare che mi piace ed è uscita bene, ricevo un sacco di richieste d'amicizia. Questo perché? Perché tante donne fanno le medesime cose per il solo scopo di attrarre uomini, e questi si sentono legittimati.

      Elimina
    3. Forse, o magari perché si sentono disperati. ..
      Non so è un discorso enorme, ed è un casino parlarne anche perché siamo molto diversi. Esempio scemo? Fossi stato nella tua situazione sarei stato felice. Ha senso come esempio? In parte molto e in parte per niente.

      Elimina
  2. Caro mio, il tuo discorso non fa una piega e sono d'accordo quasi su tutta la linea.
    Tuttavia credo che tu abbia toppato un po' il momento per farlo. Nel senso che, a parer mio, il modo in cui la donna concepisce se stessa e gli eventuali effetti di ciò non ha sempre a che vedere con la violenza sulle donne nel modo in cui è intesa relativamente alla giornata di oggi. La donna viene da sempre oppressa, picchiata e stuprata perché, oggettivamente, è fisicamente più debole. Non sempre c'entra che tipo di donna sia, come si vede, come gli altri la vedono: è fisicamente debole, quindi gli animali violenti che pensano di poterne fare ciò che vogliono ci sono e (purtroppo) penso ci saranno sempre, anche se la parità dei sessi dovesse diventare vera ed effettiva domani.
    Malgrado tutto, saremo sempre più deboli e quindi potenziali vittime.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me no, calza a pennello per quest'argomento, proprio perché inteso relativamente a oggi. E' vero che la donna è oppressa da sempre proprio per l'inferiorità a livello di forza fisica, ma i tempi sono cambiati fortunatamente, e certi comportamenti accadono molto meno rispetto a prima. Non siamo tutti delle bestie, e le donne in quanto vittime, nonostante il nostro non essere bestie, dovrebbero evitare di farsi violenza da sole. Non sempre la violenza fisica è la peggiore, ce ne sono di altri tipi che come conseguenza hanno anche quella fisica.
      Ne ho parlato perché si tende ad avere solo un punto di vista, cioè quello della donna debole e senza colpe, e sappiamo bene che si può e deve ragionare anche come persone, non solo come maschi o femmine.

      Elimina
    2. Il fatto è che io ho inteso la "violenza sulle donne" come qualcosa di molto fisico o comunque invasivo, che è sempre sbagliato e che di certo nessuna donna merita o "se lo cerca". Credo che il tuo discorso sia più adatto nel contesto della "discriminazione sessista". Le donne spesso si fanno violenza da sole, si precludono delle opportunità e si danno dei limiti, ti do ragione. Ma la discriminazione da parte degli uomini c'è, ed è sicuramente è una componente più grossa rispetto a quella "auto inflitta". Mi conosci, non sono una di quelle che vede soprusi maschilisti da tutte le parti, anzi, spesso certe battaglie mi sembrano delle emerite cazzate, però...è una realtà che esiste e che non dovrebbe esistere, in effetti. Devo dire, comunque, che il nostro contesto è abbastanza protetto, perciò fino a qualche anno fa io nemmeno credevo esistesse. Poi quando ho ampliato un po' i miei orizzonti ho visto e sentito cose da far gelare il sangue, e mi sono ricreduta. Il tuo discorso è vero e giusto, le donne fanno la loro parte nel non imporsi per cambiare la situazione e, soprattutto, questi momenti di propaganda buonista una volta all'anno servono a poco ... ma è un argomento molto delicato e che in realtà, spesso, è sottostimato rispetto alla sua reale importanza.

      Elimina
    3. Sì in effetti ho inteso la violenza anche come non fisica in questo post. Comunque sia hai ragione, e nemmeno io ho chissà che esperienza di questo fenomeno, che sono sicuro sia orrendo. Ho trattato forse l'argomento con superficialità, forse no, però sono abbastanza contento che qui sotto se ne sia parlato e ne abbiano detto qualcosa in tanti. In fin dei conti uno degli aspetti che preferisco del blogging è l'interazione, e su certi argomenti merdosi è più che necessaria. Poi di certo non è il luogo per parlarne approfonditamente.

      Elimina
  3. Boh, io ti conosco da poco, dal post su Interstellar (a proposito, ti ho citato, spero non sia un problema) e non so cosa pensare di questo post.

    Quelle che su FB mettono le foto con le poppe da fuori o (come dice Chiara qui sopra) provano i selfie prima di uscire, sono senza dubbio delle cretine prive di amor proprio, ma questo non dà a nessuno il diritto di torcer loro un capello.

    Se stessimo parlando dell'orribile festa della donna ti (e vi) darei ragione, ma qui stiamo parlando della violenza sulle donne, che è tutt'altra cosa.

    Ah, no, non sono femminista. Nemmeno da tastiera. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Difatti non intendo dire che mostrarsi in un certo modo legittimi comportamenti violenti o anche solo offensivi. Dico però che anche il selfie di te nuda comunica qualcosa, e quel qualcosa può venir interpretato in un certo modo da qualcuno. Non viviamo in un mondo di santi, e lo sappiamo bene e lo dovrebbero sapere meglio le donne, quindi tanto vale usare un po' di furbizia. Il discorso comunque non si ferma ai selfie o alle foto provocanti/volgari. E' più ampio e riguarda il rispetto che la donna dovrebbe avere di se stessa e di quel che hanno fatto altre donne nemmeno troppi anni fa per cambiare le cose in meglio.

      Elimina
  4. Io ti voglio abbracciare. Finalmente uno che dice le cose come stanno!
    E poi, posso dire la mia opinione sulla violenza sulle donne? Se accade un episodio singolo, la colpa è dell'uomo che l'ha commessa. Se accadono più episodi di violenza, ad opera della stessa persona, la colpa è anche della donna che l'ha permesso, che non si è ribellata, non ha denunciato, magari non ha nemmeno lasciato l'uomo in questione. Ha accettato di essere sottomessa. Donne, svegliatevi e capite che non dovete essere sottomesse ma pari agli uomini.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lunedì prossimo in treno dai! ;)
      Comunque ottima osservazione la tua, e non la fa mai nessuno.

      Elimina
  5. Davi, sottoscrivo in pieno.
    Certo, voglio dire anche che il femminicidio esiste perché c'è un precedente e quindi è parte di un processo storico, ma da qui a considerare violenza anche l'essere fischiate per apprezzamento (certo di bassa lega, ma ci sta) ce ne vuole!
    Cioè, non vorrei che andando avanti si esagerasse molto, ghettizzandosi ancora di più e ottenendo un effetto alienante contrario alla parità.
    E' come quando io ti meno per un parcheggio, e tu che sei ghei dici che ti ho menato per la tua sessualità :p

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si guarda, quello è proprio il massimo. Già l'approcciare qua diventa sempre più un casino, se poi ci si mette pure a chiamare molestia uno che ti fa un complimento stiamo a posto. Sicuramente però questo evidenzia quanto sia diversa la mentalità femminile da quella maschile in ambito sessuale e relazionale.
      Coomunque, il tu suppongo sia impersonale, vero? xD Sei la solita merda, ti denunzio!

      Elimina
    2. Ovvio che NON lo era, amo prenderti in giro, dopotutto siamo sempre i Naruto e Sasuke (tu Sa-succhi?) del web!
      Oh, ieri manco a farlo apposta ho approcciato con una barista bella. Sarà violenza anche quella? Ma dai!
      E poi su, le femmine ce stanno, je fa piacere sempre (a meno che non si scada nel triviale)^^

      Moz-

      Elimina
  6. Sono assolutamente d'accordo con te.
    Indubbiamente ci sono degli uomini che definire merde è un complimento (giusto per citare memoriediunavagina). Però è altrettanto vero che esistono donne deboli e fragili che non si ribellano a certi schemi, a certe situazioni in cui non dovrebbero nemmeno trovarsi.
    Niente e nessuno giustifica una violenza impartita in modo del tutto immotivato su di un'altra persona, questo è certo però...e va bene che dobbiamo educare i nostri figli al rispetto verso l'altro sesso ma non dobbiamo forse educare anche le nostre figlie ad essere un po' più forti ed indipendenti in primis mentalmente?
    Perchè io trovo che sia un po' lì che si faccia la differenza: se insegni ad una bambina ad essere sicura di se', a capire come è giusto che venga trattata, a rispettarsi e ad esigere altrettanto rispetto, allora forse non sarebbe un enorme passo avanti?
    Certo, questo non cancellerebbe di certo la presenza di qualche "baco" nel mondo maschile, però insegnerebbe alle donne ad essere fiere di ciò che sono e di chi sono.

    Bho, Cerve', magari sono io che vivo sulla mia nuvoletta, però penso che in un verso o nell'altro tutto passi dall'educazione alla civiltà, al rispetto e alla tolleranza.
    Che oggi, essendo la giornata contro la violenza sulle donne, si parla di donne, appunto, ma si può anche ampliare il discorso e parlare di razzismo o discriminazione sessuale.
    Ma la finisco qui, che poi sembro davvero troppo intelligente. :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, insegnare il rispetto, l'educazione e la tolleranza è necessario, non c'è dubbio. Però quando parli di donne deboli che non si ribellano non so. Non credo sia facile, quindi posso capire perché molte non lo facciano, e non gliene do nemmeno una colpa. Stesso ovviamente vale per ogni categoria, dall'omosessuale preso in giro o dal bambinetto torturato dai bulli.

      Elimina
  7. Secondo me mancate il punto fondamentale: non dovrebbero esserci proprio uomini che alzano le mani. E chiaro che chi subisce violenza reiterata e non si ribella è "complice" (ma mi vengono i brividi anche solo a usarla questa parola) del suo aguzzino ma il problema sta a monte. Nessuno avrebbe dovuto menare nessuno. Lo scaricare le colpe mi sembra un po' come dire che una se la cerca se va in giro con la minigonna. In che universo se la cerca? No perché nel mio non dovrebbe accadere. Come non dovrebbero accadere i commenti casuali di quattro deficienti seduti su una panchina. Perché nel mio mondo io non direi mai a un uomo con gli short (per dire) "madonna cosa ti farei". Ne mi permetterei di allungare le mani in metro e toccare il pacco a qualcuno. Quello stesso qualcuno che si stupisce se io mi giro e gli dò una ginocchiata nei coglioni perché ha fatto finta di inciampare per toccarmi le tette. No cazzo.

    Perché le donne non lo fanno (o lo fanno pochissimo) e gli uomini si sentono legittimati a commentare, toccare, fare battute davanti a tutti? No perché io magari sto pensando ai cazzi miei e non me ne frega assolutamente nulla di sapere cosa pensi di me.

    Le donne sono le prime nemiche delle donne, lo dico da sempre e a donne come le Femen dovrebbe essere tolto il diritto di manifestare. Se tagliassero gli alberi in Siberia sarebbero sicuramente più utili. Come dovrebbero stare zitte quelle quattro deficienti che hanno attaccato quel fisico (quello di Rosetta, non mi viene il nome) per la camicia che indossava. Questi sono falsi problemi. Sono quelli creati per non guardare a quelli veri. Per non guardare che col loro atteggiamento di estremismo contribuiscono a gettar benzina sul fuoco.

    Anche se sembra il contrario mi è piaciuto molto ciò che hai scritto. Non sono d'accordo su tutto soprattutto sul fatto che tendi a sminuire (ai miei occhi almeno) il problema della violenza. Perché, io credo, allo stato attuale anche se tutte le donne vittima si ribellassero la situazione non cambierebbe di una virgola. La generazione attuale è stata educata a temere le donne forte, a sottometterle in qualche modo e, purtroppo, è stata educata da donne che nel loro ruolo subalterno ci stavano/stanno a pennello. Le cose devono cambiare a monte. Per lo stato attuale, secondo me, è troppo tardi.

    Mi sono spiegata a cacchio, ma sono col cell, e non è veloce quanto i miei pensieri.
    Perdonami.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho capito perfettamente, figurati, e hai ragione, il problema è quello e non dovrebbe esserci. Ma siamo realisti, è impossibile, o molto difficile, che sparisca. Si può ridurre, è chiaro. Detto questo, e considerando la realtà di oggi, io non difendo l'uomo che fa violenza, né dico che la donna non può vestirsi come le pare, può farlo sì, però che usi un po' di senno. Sai che il mondo è così? Non dargli una scusa in più.
      So che sembra brutto da dire, ma... minchia, dai, se vivi in un posto di merda non andartele a cercare.

      Elimina
    2. Sì ma è terribile se ci pensi. Se vivo in un posto di merda per colpa di alcuni uomini posso essere incazzata, no? Ed è giusto che mi "pieghi" alle esigenze del posto di merda solo perché dei deficienti non sanno tenere il cazzo nelle mutande? (per dire eh).

      Per il resto sono d'accordo con te. Sarebbe bello, ma ahinoi, la realtà è un'altra.

      Elimina
    3. Certo che puoi. Ma non è piegarsi alle esigenze, è essere un minimo svegli. È come se io andassi in giro in stazione col portafogli in bella mostra. È sbagliato rubare, ma invoglio i malintenzionati a farlo. Non so se riesco a spiegarmi.

      Elimina
  8. sì, sono d'accordo con te. Pienamente.
    Troppo facile fare le femministe da tastiera - dici bene!
    Vero che la violenza sulle donne fa schifo, fa vomitare, mi fa rabbia.
    Ma non per questo dobbiamo arrivare alle ovvietà , non per questo dobbiamo condannare tutti gli uomini. Dovremmo piuttosto cercare di sensibilizzare le donne per far sì che possano denunciare ogni violenza. Che siano in grado di capire che tutto parte da noi, da dentro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi si parla di violenza sulle donne, ma esiste pure il contrario eh. Anzi anzi, molte donne menano pure forte i propri uomini, ma c'è quel sottile gioco psicologico che ''Un uomo che si fa picchiare da una donna non è un uomo.'' e quindi sta zitto, assieme a ''Io sono donna e posso picchiarti, tu non ti permettere di alzare un dito.''
      Perdona la parentesi :D

      Elimina
  9. Ponendo ogni forma di violenza su donna, uomo o bambino come un atto inumano, mi chiedo però: cosa fanno le donne per difendere i propri diritti? Ditemi quello che cavolo vi pare, ma noi vestiamo ciò che siamo e a seconda del messaggio che vogliamo dare... e non mi venite a dire che una donna con una gonna ad altezza utero o con un seno esposto come quasi volesse dire "oggi latte gratis" voglia in realtà dire: sono timida e guai se qualcuno mi guarda! Mo, se un un uomo è etero e apprezza la cosa, con ogni probabilità ci scappa l'occhiatina e il fischio, suvvia!

    Poi mi chiedo: ma quando una dona si ritrova un uomo violento al suo canto, chi l'ha scelto quest'ultimo? Chi impedisce loro di mandarlo a quel paese o di denunciarlo se è necessario? Invece no: spesso si piegano ad esso per anni e anni fino ad arrivare all'ultima goccia di esasperazione... questa la chiamate volontà di esercitare una parità di diritto?

    Sì, io sono maschilista, ma non per la superiorità dell'uomo sulla donna, ma per il rispetto che ha l'uomo per se stesso e per gli altri uomini. Ho visto donne chiamarsi con i peggiori epiteti di questo mondo, sfoggiare in una gara di squallore tutto ciò che le rende femmine (e non donne), tramare malignità ordite tra il loro gruppo alla stregua di una frangia terroristica... mentre due amici maschi, male che va, si sparano un tonante "vaffanculo" e chi s'è visto s'è visto. E poi parlano di diritti... loro che l'hanno sempre vinta davanti ai tribunali quando si deve privare un marito di soldi, cibo, alloggio e dignità di padre... ma per favore!!!

    Credo che sta cosa dei diritti sia decisamente da rivedere.


    Ispy 2.0

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Porca vacca, una bella risposta, soero la leggano.

      Elimina
  10. Trovo l'articolo e molti commenti agghiaccianti per banalità di pensiero e ignoranza.
    Leggendo certe cose viene difficile rimanere d'accordo con J.S. Mill.

    Vengono incolpate le donne che passano anni segregate in casa a farsi massacrare di botte dai mariti primi di riuscire a denunciare, passo che molte non riescono a fare perché vengono ammazzate prima.
    Cerco di spiegarmi come si possa arrivare a un pensiero simile. Forse relativizzate un fatto del genere sovrapponendolo a una situazione a voi familiare: "se mia mamma subisse una violenza da parte di mio padre lo denuncerebbe subito". Il fatto è che questo è l'esempio di ciò che accadrebbe in una famiglia-bene della borghesia del nordest veneto. Non esattamente il modello di famiglia presente nell'intero Paese.
    Al sud, spesso, il matrimonio è voluto e accelerato nei tempi dalle famiglie degli sposi. Succede che la donna scopra della violenza del marito solo una volta cominciata la convivenza. A dramma se ne aggiunge un altro: spesso la famiglia della vittima, per paura del disonore che comporterebbe il divorzio, convince o costringe la figlia a resistere in questa condizione. Molte donne si ritrovano, così, segregate in casa con mostri pronte a massacrarle ad ogni parola di troppo, con la famiglia che (e questo è ciò che accade il più delle volte) sostiene che si siano inventate tutto. Segregate in un universo di solitudine subiscono una violenza psicologica micidiale, in cui tutto il mondo con cui sono a contatto (marito e famiglia) minimizzano le violenze. Succede così che si perda anche un senso comune che noi, dall'esterno, riteniamo scontato, ma che non lo è affatto.

    Esistono donne di merda, certo, come esistono uomini di merda. Esistono Santanchè e Wanna Marchi, così come esistono Nilde Iotti e Hannah Arendt. Elencare gli esempi di donne di merda non significa, ovviamente, nulla.
    Quelli che massacrano e uccidono, però, sono gli uomini.

    Non sono un innatista. Non penso che si nasca antipatici o simpatici, scemi o intelligenti, etero o omosessuali. Penso, però, che le donne siano infinitamente migliori degli uomini e che siano la vera speranza per un mondo migliore.
    "Quando gli uomini saranno tutti rinchiusi dietro le sbarre, il mondo si popolerà di donne, grasse e felici"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cosa dell'articolo, vorrei sapere, trovi agghiacciante per banalità di pensiero e ignoranza?
      Io per esempio del tuo commento trovo banale la conclusione, che è basata non su una qualche forma logica, ma sul nulla. Così come trovo banale l'esempio nord sud. Poi l'incidenza di casi può pure essere sbilanciata come dici, ma pare una banalità dire una cosa del genere.
      Comunque sia non mi permetterei mai di incolpare le vittime perché non reagiscono, così come ho già ribadito sopra. Incolpo la persona, in generale, di comportarsi in maniere stupide in determinati contesti, e talvolta anche di scadere nel vittimismo.

      Elimina
    2. Trova pure banale l'esempio, il fatto è che non è né banale né un esempio, è la realtà. Il 50% delle donne che subiscono violenza sono del sud (Istat). Il contesto culturale è fondamentale. Non è razzismo, è contesto socio-culturale. Dire, a priori, che fare la distinzione nord-sud sia banale, è banale.
      La mia conclusione, pure, non è fondata sul nulla, ma sui fatti. Nella storia gli uomini sono gli esecutori di oltre il 99% degli omicidi. Negli uomini è insita una violenza che le donne presentano assai raramente.
      Dici che non incolperesti mai le vittime, ma sei d'accordo con i commenti di Ispy e Wonder Fab. E magari altri, che rifiuto di leggere

      Elimina
    3. Tra l'altro quello del sud è un esempio. Ho riportato l'esempio di una delle dinamiche che portano le donne a rimanere rinchiuse in casa a prendere botte. Questo non esclude che esistano altre dinamiche in altre zone (ovviamente)

      Elimina
    4. Dici di trovare l'articolo e i commenti agghiaccianti e ignorante nel propri contenuti, mentre tu ci hai dato proprio dimostrazione di cosa voglia dire ignoranza e generalizzazione. Bisogna abitare al nord per essere "avanti"? Mah... la mia regione è collocata al sud Italia, eppure non riscontro matrimoni forzati come magari poteva accadere 50 anni fa... forse è il periodo storico che sbagli e non la collocazione geografica.

      Non mi puoi prendere in considerazione famiglie che tramano contro una donna, perché te ne trovo altrettante che trameranno contro un uomo... qui non stiamo facendo il gioco degli esempi, ma riportando la realtà dei fatti per così come sono nella realtà. Una donna, nel 2014, ha tutti i mezzi per denunciare una violenza ma è spesso il coraggio che manca.

      E' finito il razzismo perché l'uomo si è ribellato, perché ha fatto valere i propri diritti ma prima di tutto il proprio CORAGGIO! Ripeto: una donna ha tutti i mezzi per salvarsi da ogni forma di maltrattamento e non imputo una colpa alla donna che diventa vittima (mi sembrava di elementare deduzione), ma se vivo con un criminale in casa io me ne rendo conto, e se mi dovesse solo minacciare verbalmente mi potrà venire contro pure lo spirito santo... non mi fermo!

      Poi, se per te non occorrono gli uomini sulla terra per aver donne grasse e felici, non mi spiego tutte queste donne grasse e felici che ci sono in giro... ma soprattutto, tu che ci fai ancora qui? Perché non inizi a farle contente? ^^


      Ispy 2.0

      Elimina
    5. Guarda, per come l'hai esposto, ovvero banalmente, io così ho commentato, quindi i dati istat non c'entravano, e comunque me li cerco, non per andarti contro sia mai, giusto per conoscere.
      Sono d'accordo con Wonderfab sul fatto si debba insegnare educazione e rispetto, il resto del commento inizia xon un bel "Però" davanti e ribadisce quel che ti ho detto prima. Stesso vale per Ipsy, che porta buoni esempi e con cui sono abbastanza d'accordo, ma ho comunque la solita posizione sulle vittime che non si ribellano.
      Poi, che gli uomini siano più violenti delle donne, mah.. parliamone. Prima comunque hai detto che sono infinitamente migliori le seconde sui primi, e quindi sticazzi, permetti che possa trovarlo un pensiero... povero.

      Elimina
    6. Il punto è che non ho fatto una distinzione nord-sud. Non so come riuscire a fartelo capire. Ho spiegato UNA DELLE dinamiche che accadono. Questo non significa discriminare, banalizzare. Se ti dico "l'Italia è bellissima, per esempio Venezia.." non dico che il sud fa schifo, non faccio una distinzione nord-sud, faccio un esempio. Quello che ho riportato è un esempio che certamente accadrà anche al nord ma accade (con queste dinamiche) soprattutto al sud. Ma non lo dico io, è così. Non è banalizzare, è la realtà. Devo fare come Guzzanti Padre Pizarro? "no questo noo dico io, è la realtà! ci stanno le equazioni puoi andartele a legge". Ecco, noo dico io, leggiti i rapporti del tribunale della famiglia.
      La posizione sulle vittime che non si ribellano è il punto focale del mio discorso e il punto focale del vostro pensiero folle e violento. Se per le donne è così semplice uscire da quelle situazioni come vi spiegate che finiscano ammazzate di botte? Preferiscono così?
      Il fatto che io preferisca le donne non va preso come un pensiero da giudicare come ricco o povero. Al massimo è da constatare. Senza contare che, accogliendo la tua critica, avresti da giudicare povero anche il pensiero di Dante

      Elimina
    7. Pensiero folle e violento. .. mi chiedo se leggi quel che scrivo o fai finta di non capire giusto per polemizzare sul nulla.
      Comunque il dato istat del 50% delle violenze al sud non lo trovo da nessuna parte.

      Elimina
  11. Precisamente, hai scritto "trovo banale l'esempio nord sud". Non è un esempio nord sud, è un esempio tipico del sud. Al nord i legami familiari sono estremamente più sciolti che al sud. Cos'è che trovi banale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quest'ultima frase. Sono metà del nord e metà del sud, vivo tutte edue le realtà e conosco un sacco di gente del sud. Non mi pare assolutamente sia quel che dici.

      Elimina
    2. Ah, scusa se ogni tanto uso lettere a caso ma scrivendo dal tablet faccio un sacco di errori senza accorgermene.

      Elimina
  12. Io vorrei sapere come fa una ragazza ventenne ad indossare una minigonna "con innocenza" citando Chiara. Cosa pensa una ragazza quando si prova un vestito succinto e provocante (o anche solo piacevole alla vista, capace di attirare gli sguardi) di fronte allo specchio? Quali sono gli arcani pensieri o aspettative che frullano nelle loro menti? Qual è il conscio, o inconscio, desiderio che porta una ragazza a pittutarsi il viso e mostrare le sue forme?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Possono essere molti, dal bisogno di farsi notare a quello di sentirsi bella, libera, provocante o sexy. Tra tutti sicuramente non c'è la voglia di farsi molestare.

      Elimina
    2. A parte il "libera" che non so bene come si leghi a "minigonna" gli altri aggettivi includono l'attirare attenzione di altri esseri umani. Attirarla per cercare apprezzamento spero. Apprezzamento il quale, qualora venga dimostrato pubblicamente, come è stato ricercato i forma pubblica con indumenti-atteggiamenti visibili a tutti, viene visto come molestia. Sempre tornando al commento di Chiara riferendomi al fischio.
      Non scadiamo nell'ovvio, non sto giustificando stupri,ne pensando che, frase orribile, "se la vadono a cercare", ma quello che non capisco è come si faccia a seguire certi comportamenti e offendersi per delle, a mio avviso più che naturali, risposte.

      Se mi metto a petto nudo non mi offendo se mo guardano il petto.

      Elimina
    3. Credo sia per la sostanziale differenza di uomo e donna nei modi di vivere la sessualità, così come da un senso di pericolo da parte della donna che si avverte (anche inconsciamente magari) proprio per un'inferiorità fisica.

      Elimina
  13. Capisco il tue pensiero e in linea di massima lo condivido, ma credo che le generalizzazioni facciano male alle discussioni. Vero è che le donne che subiscono violenza domestica hanno tutti i mezzi legali per rivalersi, ma è anche vero che ci sonno situazioni familiari complicate su cui uno come me non può permettersi di esprimere giudizi. Vero è che una ragazzina che si concia come una prostituta va a cercarsi gli apprezzamenti maschili contro i quali generazioni di femministe militanti hanno lottato, vero è anche che ognuno dovrebbe avere la libertà di vestirsi secondo i suoi gusti senza per questo diventare bersaglio di violenza o discriminazione (sono riuscito ad avere problemi perfino io per i capelli lunghi,), eccetera eccetera. Quello che mi infastidisce è la stessa generalizzazione in queste campagne contro la violenza, che spesso e volentieri trattano TUTTI gli uomini come potenziali violenti.
    Come disse il saggio, il giusto sta nel mezzo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido in pieno. Comunque è vero che è un discorso enorme e non intendevo generalizzare, ma solo far notare che, dato che si parla di violenza sulle donne e si accusano (giustamente) gli uomini (spesso erroneamente facendo di tutta l'erba un fascio) è anche bene notare che è pure la donna a fare violenza su se stessa, e senza accorgersene minimamente.

      Elimina
  14. Sai, quello che hai detto è giusto.
    Però ti posso assicurare che quando torno a casa e posteggio la macchina fuori (non ho il box) e devo fare quei 100m che mi separano dal portone, nonostante sia una strada tranquilla, io quei 100m li faccio a passi veloci e ben distesi. Perché il mio istinto di donna mi fa tenere gli occhi vigili e attenti.
    Senza contare che non posso girare mano nella mano con la mia fidanzata perché a Milano ancora c'è chi ti insulta gratuitamente (se non peggio). Io giro lo stesso mano nella mano con la mia fidanzata perché ne ho il diritto e non vado contro la legge però in certe zone ho paura e non lo faccio e sai perché? Perchè i violentatori di donne che sono anche omofobi fanno paura, ma una fottutissima paura credimi.
    In quanto donna che lavora ti posso dire che è come se non esistessi. Lavoro qui dentro da dieci anni e lavorando nella tecnologia sono circondata da uomini. Uomini simpatici, che mi trattano bene a livello umano, ma nonostante io non faccia la segretaria da ormai dodici anni mi trattano come se lo fossi.
    Insomma è vero che certe cose le donne un po' se le cercano, però queste violenze (velate o non) ci sono e sono costanti.
    Ciao! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso capire, e infatti non dico che non ci siano, anzi, e c'è moltissimo lavoro da fare per migliorare, soprattutto a livello di istruzione e cultura. Certo finché viviamo in un Paese ''storpio'' abbiamo voglia a parlare di cultura e istruzione... Ci vuole tempo,tanto per cambiare. Bella merda.

      Elimina

Vuoi parlarne? Lasciami un commento!
Ti piace quel che hai letto? Condividi sui social!
Non ti piace? Fa' come sopra! ;)