31/07/13

Le Interviste Bacate #7: Glauco Silvestri

Benvenuti, cari amici, al nostro consolidato appuntamento dall'elevato spessore culturale. Oggi con noi è qui un blogger che è anche scrittore, o uno scrittore che è anche blogger. Insomma, eccoci qui con Glauco Silvestri!

Cervello:
Buongiorno grande Glauco! Che dici di iniziare qui l'Intervista Bacata numero non ricordo più di preciso quale? Iniziamola dai, sì sì è giunto il momento!
Intanto presentiamoci: piacere, Cervello, e tu, a quanto pare, sei un vips! Sono emozionato, giuro. Tu come ti senti?

Glauco:
Vip io? No, assolutamente. Sono una persona normalissima che blogga e, soprattutto, sono in fibrillazione per via di questa intervista. E' passato parecchio tempo dall'ultima volta che mi è stata offerta una opportunità come questa.

Cervello:
In fibrillazione addirittura? Wow, quale onore! Iniziamo con le domande allora :) Chi sei, dove blogghi, da quanto, e come mai il tuo spazio web è così dannatamente fico? E' l'ora di vantarsi ;)

Glauco:
Da dove cominciare? Mi chiamo Glauco, classe 1972, in arte Gloutchov (soprannome affibbiatomi dai colleghi di lavoro). Amo scrivere, leggere, il cinema, la vita all'aria aperta... ma è dalla scrittura che è nata la necessità di aprire un blog. Son partito da un piccolo spazio online fornito da Virgilio... cos'erano? I primi anni 2000? Poi sono migrato a IlCannocchiale, quindi a Blogger... dove sono tutt'ora. Il mio blog è raggiungibile a questo indirizzo:  http://blog.glaucosilvestri.it
Su questo blog scrivo alla giornata, senza palinsesti, senza "argomenti" guida. Ci trovate di sicuro le recensioni ai libri che ho letto, ai film che ho visto, i miei 'capolavori' in arte digitale, ma anche cose molto meno interessanti, perché estremamente personali. Un tempo, invece, ero un blogger più serio! ^^ Fino a qualche hanno fa ero noto in rete per il blog "31 Ottobre", dove parlavo del mondo degli esordienti, dei piccoli editori, e fornivo anche delle lezioni in pillole per migliorare il proprio stile narrativo. Da che pulpito lo facevo? Il blog era nato per raccontare l'esperienza di una pubblicazione, poi si è allargato a tutto ciò che gira intorno alla narrativa grazie alle mie esperienze dirette (pubblico con successo pressoché nullo sin dal 1997! ^_^). Ho sempre pensato che quel blog fosse un elenco di cose da "non fare", ma i miei lettori la pensavano diversamente, e uno di loro ha pure fatto il botto (ma non posso fare nomi!). Oggi '31 Ottobre' funge solo da mirror per le mie recensioni libresche (il passato del blog è stato oscurato per motivi personali), mentre un mirror analogo, ma per i film, è presente su un altro mio blog secondario chiamato 'Stretto in un Angolo'. Ma sarebbe una storia lunga e noiosa il parlare di tutti questi blog.
Ho anche un sito. Di questo invece sono orgogliosissimo perché racchiude tutti i miei più recenti lavori narrativi, in ebook e non. E' raggiungibile all'indirizzo:  http://www.glaucosilvestri.it  
Qui ci trovate i miei ebook gratis, quelli in vendita, i miei racconti brevi, alcune mie poesie, un paio di testi di canzoni, tre audiobook... e anche una galleria fotografica della mia nuova passione, ovvero l'arte digitale.
Che altro? Noto che alcuni seduti in prima fila stanno già ciondolando sulla sedia mentre stanno in piena fase REM, per cui mi fermo qui.

Bacato: 
Svegliatevi, teste di cactus! Siate educati col nostro ospite! 
Cervello: 
E insomma sei davvero molto presente sul web, e sei pure stato pubblicato! Qualche dettaglio al riguardo? Bacato: 
Facciamo finta che due anni fa hai fatto il botto. Com'è la tua vita ora? Sesso, droga e rock n'roll o qualcosa di molto diverso?

Glauco:
Dettagli sulle mie pubblicazioni? Diciamo che i miei editori son (quasi) tutti falliti, o hanno chiuso i battenti poco dopo aver scelto me come autore della loro scuderia. Credo... credo che basti questo a raccontare la mia carriera di scrittore!
Ora è tutto diverso (più o meno). Penne, Pennelli e Rock n'roll di sicuro. Per droghe intendi i prodotti da drogheria? Non faccio un uso intensivo di spezie ma in casa ci sono sempre... e ai fornelli mi piace sperimentare (visto poi che ho vicino a me una pizzeria d'asporto per i casi di emergenza!). Vorrei viaggiare un po' di più. Ma è un periodaccio e manca la pecunia. A proposito. Il cappello lì davanti non è che mi è caduto, eh? Se qualcuno ci vuol buttare una monetina, è gradito! Io poi, magari, forse, vi faccio una strimpellata con la mia chitarra prima di andare via!
A proposito... visto che sono un grande scrittore, e un grande correttore di bozze, volevo segnalare che il vostro intervistato (ma chi è? Gloutchov?) ha risposto con: ''Fino a qualche hanno fa ero noto in rete per il blog 31 Ottobre"...  hanno con la "h"???? 
L'ho sempre detto alla mia metà gemelli di studiare italiano. Io che son bilancia devo sempre stare attento a tutto. Fa sempre casini lui... mannaggia. Ah, a proposito, Piacere di conoscervi Cervello & Bacato. Io sono la doppia personalità di Glauco, quella che non si fa chiamare con quel soprannome incomprensibile... che poi gliel'hanno affibbiato perché somiglia a un giocatore di basket bulgaro di mille anni fa, un tale Georgi Glouchkov!

Bacato: 
Quindi porti sfiga?! Bene... (dopo quel giorno, CervelloBacato non scrisse più nulla). 
Cervello: 
Anche tu una doppia personalità insomma! Qui è pieno di schizzati l'internet... Ma tu, caro Glauco, cosa fai nella tua vita, qual è il tuo lavoro? Quello noioso e triste intendo, perché a scrivere dicono non ci si faccia i soldi...

Glauco:
Sì, sì... un pochino di iazza la porto. A proposito... hai uno strano colorito, sicuro che stai bene? Eheheh...
Sì, son doppio pure io. Il gemelli è quello pazzo e creativo. Il bilancia è il razionale che tira le redini quando quell'altro tenta di buttarsi dal tetto per fare superman... (eppure son convinto di riuscirci, è tutta questione di mantello e mutandoni rossi sopra il pigiama!).
Tornando a bomba, mi guadagno da vivere nell'elettronica. Faccio il masterista. In pratica progetto quei supporti verdi dove vengono montati i componenti elettronici che servono a far funzionare tutti i gingilli che usiamo quotidianamente. Roba complicata da spiegare e già vedo un paio di persone che abbandonano la sala quatti quatti! Lavoro per un grosso marchio italiano che sicuramente avrete visto pubblicizzato in televisione. A scrivere, confermo, non si fanno i soldi, specie se le case editrici falliscono non appena ti pubblicano!

Cervello:
Ah, che lavoro interessante, ho presente più o meno, dai. 
Bacato: 
Si, come no, dai Cervè che non hai capito n'cazzo! Comunque sia mi piace il gemelli. Ma com'è che hanno i nomi dei segni zodiacali? Sarai mica un amante dell'astrologia? Cioè, credi nell'astrologia?!

Glauco:
Amante no... ma è una disciplina che mi incuriosisce (a proposito, questa risposta l'avevo già scritta ma fb ha deciso di non digerirla). Gli oroscopi non sono sicuramente portatori di grandi verità ma ho notato che le caratteristiche caratteriali dei vari segni sono bene evidenti nelle persone. Tutto qui...
E comunque è proprio perché sono un Gemelli ascendente Bilancia che le mie due (o quattro, se vogliano notare che Gemelli e Bilancia sono segni doppi) personalità si chiamano così.
Ma lascia che sia io a farti una domanda: Perché tu e Bacato (o tu e Cervello), vi chiamate così?

Cervello:
Beh è semplicissimo! 
Bacato: 
Io e lui ci chiamiamo così perché dato che 
Cervello: 
E ora, caro Glauco, andiamo a spulciare la tua vita! Dove e con chi vivi? E... 
Bacato: 
Oddio mentre ti scrivo in tv c'è Ellen Page in piscina mezza ignuda che nuota.........

Glauco:
Ahahahahah... Guarda, sto giusto giusto attendendo che una cortese donzella giunga alla mia dimora per un pasto leggero e successivo cinema (nel senso che abbiamo i biglietti gratis per un film, non che facciamo un filmino tra noi!!). A ogni modo, per ora vivo solo soletto, nella periferia di Bologna, vicino a un parco e non troppo lontano dalla fabbrica della Ducati. Mica male, no?
Senti ma... su che canale è Ellen Page? Gemelli sta bonino che tra poco arriva Ale e... Ma che fai? Accendi la tele? Mannaggia!

Cervello:
Ormai è sparita... Se n'è andata... Dunque vivi solo soletto? 
Bacato: 
Dai che il filmino lo farete dopo il cine! 
Cervello: 
Eddai che magari poi lei legge!... Comunque sia mica male, davvero. Ora facciamo una domandina sul blogging, visto che sei qui da un bel po'. Non trovi che... 
Bacato: 
... certi blogger siano stronzi e snobisti?!

Glauco:
Sì, non ci sono più i blog di una volta. Oggi sono tutti troppo concentrati ai numeri prodotti dai loro contatori. Parlano di qualità di ciò che viene proposto online, di lavoro duro, eccetera eccetera... nulla da eccepire, ma il fine ultimo è quel maledetto contatore. Non è un caso che spesso compaiano post in cui si annunciano cifre stratosferiche di lettori, o che ci si lamenti perché un motore di ricerca non li indicizzi più come "una volta" e ora siano meno visibili online. Ciò ha trasformato il blog da il diario online che era, a una sorta di schiacciasassi inarrestabile. Pur di fare audience si spara a zero su tutto, anche su cose che solo qualche anno prima le si era apprezzate. Il successo di un uomo si vede dal numero di nemici? E allora via alla mattanza di post critici su tutto e tutti, persino post critici sui post critici, come se non ci si rendesse conto che pure sul proprio blog ci sono post critici. E poi, ora che il blog è diventato di moda, son comparsi pure quelli che "sanno tutto loro", quelli che "solo la loro voce è verità". Questo tipo di persone è sempre esistita, sia chiaro, però il web ha amplificato ancor di più il loro ego... ed è una brutta storia perché si stanno formando anche i "fan club" di tal blog o tal'altro blog...
Un brutto andazzo... Forse è un po' per questo motivo che ho deciso di rivedere completamente il mio approccio al blog. Sentivo che stavo perdendo la direzione, che era il blog (e i suoi argomenti, e perché no pure il suo contatore) a governare me, e non il contrario. Essere blogger era sempre stato un piacere per me... ma negl'ultimi tempi era diventato un onere, un lavoro, una ricerca continua di qualcosa che potesse piacere ai miei lettori (nei tempi di massimo splendore toccavo, con IlCannocchiale, il migliaio di contatti, e con 31 Ottobre i 500 contatti giornalieri), e soprattutto che potesse attirare nuovi lettori. Tutto girava attorno al blog...
Un bel giorno mi son fermato e mi son detto: Ehi, Gemelli, ma non doveva essere il blog a girare attorno a te? Forse stavo diventando uno di quelli lì che citi. Ma penso di essermi fermato per tempo.

Cervello:
Un bel quadro hai dipinto... Guardandomi potrei dire che pure io qualche volta mi lascio prendere la mano, e il blog governa me ... Cambiando discorso e distogliendoci completamente dal blogging, parliamo di una cosa che mi interessa abbastanza. In teoria, se non ho capito male, hai avuto la terribile esperienze del terremoto quando fu in Emilia qualche anno fa. Che ricordi hai?

Glauco:
Brrrr... Fortunatamente sono stato toccato di striscio. Ricordo che la prima scossa, quella avvenuta di notte, mi prese completamente alla sprovvista. Mi sono svegliato che il letto ballava, e il quadro sopra la mia testa (2 x 1.5 metri, con cornice in acciaio) faceva rumori sinistri. Ricordo che - vi parrà assurdo - la mia reazione fu di eccitazione (tipo: soccia che terremoto!). Sono rimasto a letto. L'unica mia preoccupazione era che il quadro mi finisse in testa, per cui mi misi a sedere... pareva interminabile. Solo quando ha smesso mi son reso conto del pericolo passato. Da quella scossa, ogni giorno, sentivo vibrare qualunque cosa io toccassi. Io stesso tremavo leggermente. Con i colleghi, gli amici, ci si guardava in silenzio e poi scattava la domanda: è il tavolo che trema o sono io? Poi c'è stata la seconda scossa, quella venne di pomeriggio. Ero al lavoro. Al mio piano, in ditta, eravamo solo in due in quel momento. Ricordo che ballava tutto, dai monitor dei pc alla sedia su cui stavo. Io e il mio collega ci siamo messi sotto le porte, e abbiamo atteso che finisse. Mezz'ora più tardi la direzione ci ha fatti andare tutti a casa, per precauzione, per controllare la stabilità dell'edificio con calma.
Puoi immaginare che i tremori "percepiti", a parte le scosse di assestamento, sono continuati e perdurati a lungo.
In casa mia si vedono ancora i segni di quelle due scosse. Sulle terrazzine sono comparse delle crepe che le attraversano da parte a parte. Per fortuna sono crepe superficiali, solo le mattonelle. Non ne ho di ricambio per cui dovrei ripavimentare interamente le due terrazze, e in questo momento non mi è possibile. In cucina ho alcune mattonelle del pavimento in ceramica attraversate da crepe. Anche nel corridoio ci sono crepe nell'intonaco. Le ho sistemate diverse volte, ma poi le scosse di assestamento le hanno riaperte. Con un po' di calma, e un prodottino che ho scovato per caso, penso di poter risolvere il problema... Ma solo un mesetto fa c'è stata una bella scossa qui attorno, per cui ho deciso di rimandare. Alcune mie amiche (e amici), invece, c'erano proprio in mezzo, all'epicentro. E persino un mio collega, che per un mesetto abbondante non ha avuto il coraggio di tornare in casa, e si è messo a dormire in tenda. E' stata un'esperienza tosta. Tra di noi ne abbiamo parlato a lungo. Un mio amico ha preso persino un periodo di aspettativa per andare a fare il volontario nei campi di primo soccorso. Ci son posti che conoscevo, che avevo visto, e che frequentavo che sono crollati. Altri sono stati danneggiati gravemente. Per molto tempo non sono andato nelle zone dell'epicentro perché mi pareva... inopportuno. Io andavo là per vedere cosa era successo, quasi da "turista" (anche se ero preoccupato per le persone che conoscevo e abitavano da quelle parti). Mi metteva a disagio perché ero stato fortunato in confronto a loro. Solo da poco sono tornato a visitare quei luoghi. E' una strana sensazione, davvero. E' però bello vedere che la gente del luogo non si è fatta piegare dalla tragedia. Ogni giorno che passa c'è una strada che viene riaperta, una ditta che riprende l'attività, una casa che ottiene nuovamente l'agibilità. C'è ancora molto da fare ma quelle persone sono tipi tosti, davvero tosti.

Cervello:
Io la sentii poco, abitando in Veneto, e nonostante ciò sono rimasto terrorizzato. Fossi stato in te non so come avrei reagito, fossi stato in quelle persone ancora più sfortunate... Mamma mia, terribile, davvero... Bacato: 
Ora domanda stupida! Parlaci di quella volta che ti sei sfondato di canne, alcool e hai fatto il vandalo durante quella calda vacanza ad Ibiza!

Glauco:
Ehm... ci dev'essere stato un errore! Non sono mai stato a Ibiza! Magari c'è stato Bilancia e non me l'ha detto, o viceversa, chissà!
Da questo punto di vista sono piuttosto innocente. Non ho mai fumato una canna se non quella volta in cui, in un ritrovo tra ex compagni di classe, si andò a mangiare all'osteria dell'Orsa. Si tratta di un locale ricavato nelle cantine di un antico palazzo del centro storico di Bologna, avete presente? Soffitti bassi di mattone, con struttura a volta, molto medievale e di "ambientazione". Insomma... il tavolo di fianco a noi era occupato da un gruppo di ragazzi che faceva un gran casino tra risate e battute ad alta voce. E da quel tavolo si levava una nuvola di fumo dall'odore inconfondibile... una nuvola talmente densa da occupare ogni interstizio del locale. Ecco, un caso di "fumo passivo" che porta il buon umore.
Quanto all'alcool posso raccontare una vicenda buffa. Alcune ragazze della mia compagnia festeggiavano il diploma. Ovviamente noi maschietti volevamo farle ubriacare. Eravamo andati nel posto giusto, un locale messicano che sorgeva vicino alla questura (eh..eh.. chissà perché oggi non c'è più!). Ve la faccio breve... ci ubriacammo noi maschietti, mentre le ragazze rimasero perfettamente sobrie. Il ritorno a casa, in auto, avvenne a passo d'uomo perché ogni tre metri c'era qualcuno che stava male! ^^
Vacanze folli? Mmh... qui mi tocca deludere tutti quanti. Son sempre stato morigerato, attento... vista poi la mia pelle ipersensibile (sono un vampiro mancato perché, anche se mi incenerisco se esposto al sole, mi dà fastidio la vista del sangue!), non sono mai andato in vacanza in luoghi di perdizione. Ho sempre viaggiato per città d'arte, o sui monti del trentino.

Cervello:
Vi è un po' sfuggita la situazione di mano eh?! 
Bacato: 
Ma non potevi chiedere a una delle donzelle di accompagnarti a casa ? E comunque anche le donne sono una forma d'arte, o no? Delle opere d'arte mobili come dice il buon Andrea Diprè! 
 Cervello: 
... Ehm... Certo, opere d'arte mobili, certo... 
Bacato: 
Due dei tuoi film di fantascienza preferiti? E cosa ti piace maggiormente di queste ambientazioni? Ti va di parlarci un po' di H-Asteroid?

Glauco:
Son d'accordo con te... le donne sono opere d'arte, e vanno ammirate anche quando non le comprendiamo ^^
Mi chiedi della fantascienza? Vuoi due film... solo due? Aiut... Cercherò di evitare quelli che tutti quanti conoscono, giusto per non parlare dei soliti Star Wars, Star Trek, Blade Runner e quant'altro.
Il primo è una roba che ho comprato in Canada grazie alla rete (dalle nostre parti è praticamente introvabile). Si intitola G-Saviour ed è un live action ispirato a Gundam. Un film interessante ambientato su uno dei Side, una storia di spionaggio che sfocia, ovviamente, in uno scontro tra le forze terrestri e quelle del Side "ribelle". Molto carino. Vado a memoria ma dovrebbe essere stato fatto nel 1999 per il ventennale di Gundam. Il secondo è un altro live action, questa volta dedicato a Kyashan. Questo è arrivato persino nei cinema italiani, anche se per vederlo son dovuto entrare in sala alle 2 del pomeriggio! E' molto "giapponese" come forma narrativa, ma è ben strutturato, romantico quasi. Davvero bello.
Con questi due film dovrei aver toccato le due ambientazioni sci-fi che più vanno di moda, ovvero le Space Opera e il Cyberpunk. Amo meno i viaggi nel tempo, e le contaminazioni eccessive tra i sotto-generi perché portano... per lo meno a me... confusione. Sono della vecchia guardia, vado in brodo di giuggiole se vedo astronavi e robot!
E con questo appare chiaro il perché di H-Asteroid... che poi è un omaggio a molte saghe che ho amato, da Battlestar Galactica (sia quella degli anni 80, sia la più moderna e attuale), i cartoon dedicati alle grosse odissee nello spazio, da Starblazer a Blue Noah per intenderci. Ho voluto - però - creare un universo non troppo futuristico, costringendo il mondo attuale a uno speed-bump tecnologico che, per certi versi, potrebbe anche essere plausibile. Forse qualcuno, in questa saga, ci troverà dei richiami anche al film 2012, e magari ha pure ragione. In fondo la saga narra storie di uomini, più che l'epopea di una fuga dal pianeta madre distrutto. A me piacciono le vite umane. Mi piace raccontare piccole vicende che si intrecciano all'interno di un grande pensiero. H-Asteroid è questo. C'è la storia di un pugile, la storia di una guardia privata, la storia di un religioso, la storia di un pilota di navi minerarie... piccole vicende che sommate tutte assieme fanno la storia dell'umanità, per certi versi. Ecco... per lo meno spero di esserci riuscito, anche perché la saga è ormai prossima alla sua conclusione, e sarebbe un bel peccato aver deluso tanti appassionati di fantascienza.

Cervello:
Per quel che ho letto fin ora (scaricherò tutto a giorni e poi ci darò dentro durante le vacanze) ci sei riuscito in pieno. Consiglio quindi voi lettori a scaricarvi H-Asteroid QUI, che è pure gratis! 
Bacato: 
E a proposito di gratis. Io lo so, che tu, infondo infondo, la pensi in modo un po' diverso circa l'accoppiata blogger-pagamento. Qui da noi, in Italia, si può fare o no il blogger come lavoro? Ed è giusto secondo te, leggere post in cui si invita a donare e si ''rompe le palle'' se qualcuno non lo fa? 
Cervello: 
... Ma mica romponono le palle, dai! 
Bacato: 
Sta zitto tu! Prego egregio dottor Glauco... Ah, sei laureato?

Glauco:
Ti ringrazio ^^ Credo sia giusto avvisare che, come ho fatto per le mie precedenti saghe a puntate (il detective Mauro Bianchi, la Cacciatrice di Vampiri Clara, etc etc), l'ultimo episodio della saga non sarà distribuito gratuitamente bensì sarà incluso solo nel volume che raccoglie tutte le puntate e che sarà in vendita su Amazon per pochi spiccioli. Ciò non va a inficiare la saga, perché è studiata per essere considerata autoconclusiva anche solo tenendo conto dei soli episodi gratuiti. Diciamo che l'ultimo è una sorta di "bonus track" presente solo nella versione a pagamento della storia. Ecco... questo lo dico subito per poi evitare eventuali incomprensioni future.
No. Non sono laureato. Finite le superiori ho avuto subito occasione di iniziare a lavorare, e volendo andare a vivere per conto mio, ne ho approfittato. Ero bravo a scuola (ok, ero un secchione!), e scegliere di non fare l'università deve aver sorpreso, e forse deluso, molte persone. Però ero giunto alla maturità stremato, non ero per nulla attirato dal proseguire gli studi e avevo fretta di "crescere", di non dipendere da nessuno. Ecco... forse... se non avessi avuto occasioni lavorative interessanti, dopo il servizio militare, probabilmente avrei ceduto al pressing di parenti e professori amici. Ma la storia ha voluto che scegliessi un altro sentiero.
Caro Bacato, tu vuoi creare zizzania tra i commenti di questa intervista? Mai mischiare blogger e danaro se non si è pronti a subirne le conseguenze. Io... non sono un esperto in questo campo. Grazie ai miei blog guadagno abbastanza per pagare il dominio del mio sito web, e qualche pizza il sabato sera. Lo faccio senza clamori, e soprattutto credo che fino a oggi non avevo mai dichiarato di guadagnare qualcosa dalla mia attività di blogger. Ma l'argomento che vuoi toccare tu è quello di "guadagnarsi da vivere bloggando", e questa è tutt'altra faccenda. Sottolineo che la mia è una opinione, e non una critica verso nessuno (in passato mi è parso di essere frainteso, e in certi casi allontanato da cerchie di amicizie, per ciò che ho espresso in modo troppo diretto!). Essendo una opinione, è per definizione opinabile, ma io credo in essa e spero che essa venga rispettata perché è altrettanto valida a quelle degl'altri, per quanto non converga con esse.
Che penso? Penso che al mondo non esistano poi tantissimi blogger che campano di solo blog. Penso che il fatto che all'estero questo traguardo sia facilmente raggiungibile sia una sorta di legenda metropolitana. Penso che comunque sia vero che bloggare in una lingua "universale" possa dare qualche vantaggio in più rispetto a una lingua strettamente legata al proprio paese d'origine. Per cui, da questo punto di vista, è probabilmente più facile guadagnare col blog in paesi diversi dal nostro. Ma non è colpa di ciò che molti blogger chiamano italioti (sinceramente... se io vengo a leggere sul tuo blog che tu mi definisci italiota, speri davvero che io poi vada a cliccare sul tastino donazione?). Il braccino corto esiste in tutto il mondo, e non solo nel nostro paese, e anche il falso mito che i contenuti debbano essere gratuiti non è un marchio registrato italiano. La pirateria informatica non è certo nata qui da noi... e noi italiani ci comportiamo mediamente come qualunque altro abitante della websfera, che provenga esso da New York, da Singapore, da Vulcano, o dal villaggio dei Minimei. Quello che mi fa sangue è leggere, a ondate stagionali, una serie progressiva di post in cui gli autori si lamentano di non poter guadagnare soldi col proprio blog... E' l'atteggiamento disfattista che non mi piace, così come questi sfoghi a metà tra l'arrabbiato, il rassegnato, e il disperato, che mi dànno fastidio. Ammetto di aver smesso di leggere molti blog della vecchia "cerchia" proprio per questo motivo. Negl'ultimi anni ho notato un notevole cambiamento nei contenuti di questi blog... come se cercassero a tutti i costi di attirare lettori, di constatare le proprie convinzioni, di verificare la propria identità in un Don Chisciotte moderno. Mettiamola così: Io non ne so mezza e non mi sono mai neppure troppo impegnato a capire quanto si possa far fruttare un blog. Sono un completo ignorante, ma visto che "c'è chi dice no", ti faccio un po' di domande perché non ne conosco la risposta. Tu conosci e segui attentamente qualche blogger straniero che vive di blogging? Quanti sono i blogger stranieri che segui che vivono di blogging in confronto a quelli, con la stessa nazionalità, che invece non guadagnano nulla, o poco, dal blog? Che cosa scrivono i blogger che campano di blog? Si lamentano della tipologia di lettori che li segue? Chiedono donazioni di continuo? Si lamentano perché guadagnano poco dalla loro attività di blogger?
Ogni tanto io seguo una trasmissione/quiz di cucina. Tra i tre giudici c'è una blogger professionista che cura un blog di ricette e cucina. E' italiana, italianissima. Io non so se il suo blog le procuri abbastanza introiti per vivere senza lavorare, però le ha portato un contratto con un produttore televisivo per quella trasmissione. Dubito che appaia davanti alle telecamere per la gloria, per cui i soldi che riceve da quel lavoro, in modo indiretto, le arrivano grazie alla sua attività di blogger.
Questo è solo un esempio, una mosca bianca, se vuoi, ma è una dimostrazione che è possibile, grazie al blog, procurarsi di ché vivere. E' ovvio che perché ciò accada devono accadere tante cose contemporaneamente: Gli argomenti del blog devono interessare una grande quantità di lettori, l'argomento deve essere di carattere generale (più è di nicchia, meno sono le chance di riuscire), gli articoli devono essere di qualità, l'autore/l'autrice deve sapere conquistare il proprio pubblico (e magari non offenderlo, o dubitare costantemente di lui, o metterlo sempre in discussione), ci vuole fondoschiena, ci vuole spirito imprenditoriale (perché neppure un filo d'erba cresce da solo, ci vuole acqua, terra, sole, e la fortuna di non essere ingollati da qualche uccello in cerca di semini, o da qualche imprenditore che decide di fare un parcheggio proprio dove il filo d'erba ha deciso di crescere), ci vuole pazzia, pazienza, voglia di rischiare e di mettersi in gioco... e magari non succede lo stesso. Io scrivo, disegno... mi appassiono per l'arte in ogni sua forma. Quanti sono gli artisti che hanno vissuto da incompresi e poi sono stati rivalutati dopo morti? Io credo che oggi non è che sia cambiato molto il mondo, nonostante la rete e quant'altro. Per cui quando scrivo, disegno, suono, sono consapevole che potrei non farcela mai, e non mi dispero. Prima di tutto io scrivo per me stesso, perché scrivere fa parte della mia indole e mi completa. C'è chi non ci crede, chi dice che "io", come tutti coloro che scrivono, lo fanno per il "successo", la "fama", la "ricchezza". Boh... è una visione della vita che non mi vede d'accordo. Io non misuro la mia soddisfazione personale in base al danaro che guadagno con i miei lavori. La misuro in base al piacere che mi regala il fatto di veder nascere personaggi, storie, vite... Una mia ex diceva che ero nato nel secolo sbagliato. Forse è vero.
Ma son argomenti che annoiano. Possibile che si debba sempre parlare di soldi. E' meglio parlare di passioni, di emozioni, di creatività. Il danaro è una invenzione terribile. Ha fatto si che ogni cosa sia stata messa su uno scaffale, valutata secondo un metro universale (deciso da chi?), e posto le persone uno contro l'altra per... va be'. Dai... cambiamo argomento che è meglio!

Cervello:
Devo dire che questa tua risposta mi ha colpito, è molto chiara e assolutamente condivisibile. Almeno, la condivido, per quanto sia io stesso ignorante circa la reale diffusione di blogger che ci vivono di blogging e pure di come si comportino tali blogger coi loro lettori. 
Bacato: 
Ma se dobbiamo cambiare argomento, facciamolo! Parlaci delle presenze. Le hai mai sentite? (non parlo di cose erotiche) Come ti rapporti al mondo paranormale? Sei più razionale e scettico o sei aperto a nuove esperienze? (ripeto, non parlo di cose erotiche)

Glauco:
Diciamo che sono neutro nei confronti del mondo del paranormale. Del resto convivo con un fantasma burlone che, ogni volta che entro in camera da letto per prendere qualcosa di pesante, appena volto le spalle alla porta, me la chiude. E poi mi fischia l'orecchio ogni volta che sta per arrivare una telefonata... Ma son cose che il CICAP smentirebbe velocemente affermando che la mia camera da letto, e di conseguenza anche la porta, è leggermente inclinata e di conseguenza è sufficiente un piccolo spostamento d'aria per far sì che il peso della porta la induca a chiudersi da sola. E per quanto riguarda il fischio dell'orecchio, be'... aver avuto una forte otite da piccolo potrebbe indurre a pensare che il fischio che percepisco è difatti un residuo dei danni subiti da quel malanno. Certo... a voler essere razionali a tutti i costi!
A ogni modo, se sono sicuro che esistano altre forme di vita nell'universo (altrimenti sarebbe un gran spreco si spazio - cit.), perché non includere in questa categoria anche ciò che è invisibile e/o impercettibile?
Ovvio che, a parte tutte le battute che si possono fare, non ho mai avuto esperienze paranormali. Il massimo che mi è capitato è stato, quando avevo 15/16 anni (e forse anche di più), l'onere di organizzare e preparare trucchetti con la bava da pesca per delle sedute spiritiche finte... eravamo giovani e ci divertivamo a spaventare i fratelli più piccoli dei miei amici.

Bacato:
Avete così terrorizzato dei poveri bimbini?! Ma siete dei criminali C'è gente che è c'è rimasta secca per molto meno!... Bacato: Tipo l'aereo, vero Cervè?! 
Cervello: 
Sei tu quello che lo teme, io sono la parte razionale, ricordi? 
Bacato: 
Ah, ehm, già ee... Andiamo verso la conclusione, suvvia! Se l'universo è tanto grande, e credi nella vita aliena, com'è possibile che nessuno sia ancora venuto a trovarci? Dopo la tua risposta passeremo alla domanda finale lasciata dall'intervistato precedente e poi saluti e baci ma famo tutto con calma...

Glauco:
Problemi con gli aerei? Ma lo sapete che quando ero giovane mi divertivo, se mi capitava di sedere in prossimità delle ali, di chiedere (per scherzo) al mio vicino se secondo lui il liquido che vedevo uscire da delle crepe era il carburante? Ok... son un tipo terribile. Comprendo che qualcuno possa temere di volare, ma io ho invece sempre sognato di essere pilota di caccia. Sfortuna ha voluto che son nato con dei problemi alla vista, e quando contattai l'accademia di Modena mi dissero che probabilmente non avrei mai potuto realizzare il mio sogno, che al massimo avrei potuto andare a lavorare su una torre di controllo, o come elicotterista... va be' storia passata. A tornare indietro, forse, una carriera da elicotterista non l'avrei rifiutata.
Ma tornando a questioni più serie... chi ci dice che non siano mai venuti? Chi ci dice che noi si sia in grado di accorgerci se loro ci osservano o meno. Chi ci dice che siano una forma di vita per noi comprensibile? E chi ci dice che essi debbano avere una tecnologia superiore alla nostra, o per lo meno tanto sviluppata da superare le distanze siderali per dirci semplicemente "ciao"? Il nostro pianeta è tutt'altro che silenzioso. Spariamo segnali radiotelevisivi sin dagl'anni 40. Le nostre trasmissioni non sono sicuramente rassicuranti per qualcuno che non ci conosce. Pensa a tutti i film d'azione, di guerra, di distruzione... Come può una specie aliena capire che questi sono opera di pura fantasia? Magari ci credono pericolosi. Non siamo in grado di attraversare il cosmo, ma di fronte a terribili difficoltà (insegnano i film) non esitiamo a sganciare una bella bomba nucleare... magari se ne stanno lontani a posta. Oppure ancora non si sono mai accorti di noi, o sanno perfettamente di noi, e ogni giorno tentano di stabilire un contatto ma noi li ignoriamo bellamente perché il loro sistema di comunicazione è troppo diverso dal nostro.
A parte le chiacchiere su Roswell e altri incontri ravvicinati mai accompagnati da prove tangibili, io credo sia difficile immaginare che l'intero universo sia completamente vuoto, a parte la Terra, un pianetino insignificante posto all'estrema periferia della Via Lattea. Sarebbe un gran spreco di spazio (cit. Carl Sagan), visto poi che la natura ci ha abituato ad accettare che nulla accade mai per caso. Data questa nozione basilare, perché noi esistiamo? E se riusciamo a giustificare la nostra esistenza senza buttarci dentro misticismi e religioni, ovvero mettendoci come tassello dentro il puzzle immenso chiamato "natura", allora dovremmo chiederci perché esistono miliardi di Sistemi Solari nella nostra sola galassia? Possibile che tutti siano sassi inabitabili tranne la Terra? Com'è possibile un'eccezione tanto eccezionale? Ecco... io non penso che la Terra sia una Eccezione che conferma la regola.
E per concludere questa risposta ti giro una foto e una domanda
Sei proprio sicuro che questo sia stato un essere umano?!

Cervello:
Ahahah la foto di zio Michael ha tolto ogni mio dubbio Comunque sia, elicotterista Glauco, non era male no!!!! Ahhhh mannaggia a te! Vabè, non piangiamo sul latte versato Direi, per concludere il discorso, che credo anch'io come te che non possiamo esser soli, e che non per forza siano esseri a noi "percepibili".. Finiamo con la domanda lasciata.da The mMist ora! Dopodiché spetterà a te lasciare una domanda al tuo futuro successore.

Glauco:
Dunque vediamo, The Mist ha lanciato una domanda di davvero difficile risposta: "Posto che ogni lasciata è persa, che cos'hai lasciato nella tua vita che senti di aver perduto irrimediabilmente, e cosa saresti disposto a fare per poterlo recuperare?"
Ecco... io non ci ho mai pensato. Credo che ogni lasciata, ogni occasione persa, ogni scelta che ho fatto mi hanno portato qui, in questo preciso momento, e in questa situazione. E' probabile che facendo scelte diverse, me ne vengono in mente almeno un paio, forse oggi vivrei una vita differente, o forse no, ma ipotizzare di tornare indietro per recuperare è... fuori discussione. Che senso ha tornare ai miei vent'anni e accettare il lavoro dell'ENI su una piattaforma petrolifera? Che senso ha tornare indietro e iscrivermi all'accademia militare di Modena per diventare elicotterista, piuttosto che rimanere a Bologna e fare quello che poi ho fatto? Che senso ha tornare indietro per non fare una telefonata che... va be', avete capito ciò che intendo. Probabilmente la mia vita, oggi, se avessi fatto quelle scelte, sarebbe molto diversa. Non dico che quella che ho ora sia la migliore tra quelle che avrei potuto aspettarmi (tutt'altro), ma ho vissuto molte esperienze, alcune assurde, altre "pericolose", la maggior parte noiose. Sono cresciuto e diventato ciò che vedete proprio grazie a queste scelte, e nel bene o nel male, mi vado bene così. Specie oggi, perché grazie al mio passato, forse ho trovato un po' di luce disposta ad abbracciarmi. Per cui no... non sto troppo a pensare a cosa avrei, potrei, vorrei cambiare del mio passato. Preferisco pensare al futuro, e usare il mio passato come metro di paragone, come bagaglio d'esperienza, come base per il decollo. E poi, tutti i mostri che mi trascino dietro dal passato mi fanno, hanno smesso di tormentarmi, anche se non hanno smesso di farmi compagnia. Alcune volte sono un po' acidi, alcune notti mi ricordano troppo quanto è successo, però mi hanno reso più forte, robusto, capace di affrontare le avversità. Per cui no... non c'è nulla che non rifarei così come ho fatto. In quei momenti mi pareva la scelta giusta, e in quei momenti, in quei contesti, probabilmente lo era. E se non lo era, come dice il buon Vasco, nonostante tutto... eh già! Sono ancora qua! Per cui tanto male non devo aver fatto.
La mia domanda per chi verrà dopo di me, e che per certi versi si ricollega alla domanda che mi è stata posta è: Stai dando tutto te stesso per realizzare i tuoi sogni? E (soprattutto) sei sicuro che i tuoi sogni attuali sono davvero ciò che è meglio per te?

Cervello:
Ok! Caro Glauco, io ti ringrazio per aver partecipato a questo incredibile evento e per averci lasciato ficcanasare negli affaracci tuoi, e nulla... Buon tutto! ;)

Glauco:
Grazie a te e scusa la mia logorroicità alla tastiera. Giuro che dal vivo son molto più silenzioso, ascolto molto più di quanto io parli. E' stato un piacere chiacchierare con te... e ricambio il buon tutto!