18/01/13

Cloud Atlas: tutto è collegato! Sì ma proprio per forza?! Beh, i cervelli degli spettatori sì, per forza!


Entrando in sala m'ero imposto una sola regola:''Segui il film con attenzione Cervello caro, che qui hanno detto che 'sto coso è un casino e non ci si capisce 'na mazza!''. Insomma, lo spirito giusto per godersi in relax la pellicola, vero!? Ecco, fortunatamente non sono rimasto in tensione sulla poltrona ad analizzarmi tutte quelle ore (ma quant'è durato poi!? tre ore? di più?! Miodddio!) di eventi. Proprio no. Anzi, dopo pochi minuti il fascino di queste sei storie che ci vengono narrate, tutte ambientate in tempi diversi, mi hanno catturato. Le ore perciò non si sono fatte sentire per nulla, giurin' giurello!
E infine però è vero, Cloud Atlas non è un film facile. Non è facile nel senso che non ti ci puoi mettere a guardarlo  facendo casino con la bocca aperta scrocchiando le tue patatine, e/o perdendoti discorsi e azioni perché stai cercando di intingere quei maledetti nachos nella tua cavolo di salsa piccante! Così come non puoi avere uno spettatore accanto a te che fa lo stesso. In tal caso la soluzione è una: fucilatelo! Sì perché seguire bene è essenziale ma, come detto sopra, non vi richiederà chissà quale eccessivo sforzo mentale. Basta solo accendere il cervellino no? E se ve lo dico io che c'ho sto nome...

Arriviamo al film: mi ha soddisfatto (quasi) in pieno. Sei storie tutte ambientate in epoche differenti ma tutte collegate tra loro. Ed è proprio il collegamento la chiave di tutto. Almeno così continua a blaterare la pubblicità! Vi sono legami più o meno forti tra una storia e l'altra, e richiami più o meno marcati nelle situazioni che di volta in volta accadono, evidenziate con dei parallelismi ''simultanei'' che a dirla così non so se capite cosa sto dicendo. Insomma, vedrete! Si farà  perciò molto presente tra i vari protagonisti la sensazione di déjà vu, così come quella del sentirsi parte di qualcosa di un po' più grande e importante oppure, più semplicemente, essi percepiranno qualche ''nota stonata'' in questa umanità che pare anch'essa ripetersi e perdersi ciclicamente nei suoi più eclatanti sbagli. Certo non c'è da scervellarsi troppo circa questo aspetto: non per forza, come già detto, tutto è legato in maniera marcata.
Lo snodo della narrazione invece sarà tutta una scoperta per voi spettatori e credete, il solo sentore di questo ingarbugliamento (che poi è dovuto a mio parere principalmente dal salto continuo tra un tempo e l'altro) vi farà predisporre a una certa attenzione e accuratezza nel modo in cui parteciperete alla visione, ma senza per questo precludervi un gran bel divertimento. La trama quindi la scoprirete voi. Non siate spettatori passivi, ma ponetevi delle domande man mano che procederete e concludete con la logica le spiegazioni che non vi verranno date. Certo lo ammetto, un po' di insoddisfazione m'è arrivata quando una di queste auto spiegazioni cui lo spettatore è costretto a servirsi ha dovuto sopperire a un passaggio non raccontato.  Passaggio che aspettavo e pretendevo di vedere, almeno per soddisfare la curiosità sempre crescente. Peccato. Capirete comunque da soli di cosa si tratta, non voglio spoilerare nulla. 

Signor Anderson, mi riconosce?! Sono io, Smith! xD

Aggiunta del tutto personale suppongo, ma forse anche no, viste le reazioni (qualche lacrimuccia) di alcuni altri spettatori: c'è tanta ''poesia'' e tanta delicatezza. E questi due fattori saranno un espediente molto toccante con cui raccontare i molti temi forti presenti nella pellicola, quali il razzismo, l'omosessualità e la reputazione, e la discriminazione più in generale; e ancora, molto degno di nota è tutto il ''discorso'' circa il progresso tecnologico accoppiato alla migliore ricerca di profitto in un sistema economico sfacciatamente consumistico, con conseguente voltafaccia alla moralità, al buon senso, e ai diritti essenziali di cui ogni ''persona'' dovrebbe godere.

In conclusione penso che Cloud Atlas sia un gran bel film, uno di quelli che quando esci dalla sala ti lasciano soddisfatto, felice, ma non per questo senza qualche dubbio e un po' di frustrazione (i passaggi lasciati alla logica di chi guarda, e quindi non spiegati, che non sono pochi e sempre ''risolvibili''). Un film bello per come viene raccontato, bello per le storie anche prese ognuna per sé, bello per le ambientazioni e per le emozioni che saprà darvi. Molto curioso infine (e divertente) notare come gli attori che interpretano i vari personaggi siano alla fin fine sempre gli stessi, soltanto truccati in maniera diversa! Gran prova perciò da parte loro, che si destreggiano fra più personalità, e grandi sorrisi nel ritrovarsi ad esempio l'agente Smith di Matrix nei panni di un'infermiera un po' incazzosa :)

Cloud Atlas mi ha colpito! Questi almeno, sono i miei gusti. Vorrei vedere più film così! Il 2013 inizia proprio bene ;)